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Mag/21/2009 

Disegno di legge sulla sicurezza

 

La Camera dei Deputati il 14 maggio ha approvato il disegno di legge sulla sicurezza sul quale il Governo ha

posto la questione di fiducia per impedire che si potessero manifestare dissensi all'interno stesso della maggioranza

come era successo al Senato. Non è stata una seduta certo tranquilla. Di fronte alle contestazione

del Segretario del Pd, Dario Franceschini che fra l'altro ha paragonato agli squadristi in camicia nera le 'ronde'

cittadine previste nel disegno di legge il Ministro dell'Interno ha urlato «Basta falsità! Basta Falsità!». Il disegno

di legge dovrà di nuovo essere votato dal Senato dopo le modifiche apportate dalla Camera. Finito l'esame

in Commissione, attualmente in corso, il disegno di legge andrà all'approvazione dell'Aula di Palazzo

Madama.

 

Ecco i punti della vergogna:

�� L'IMMIGRAZIONE IRREGOLARE DIVENTA

REATO che prevede un'ammenda da 5mila

a 10mila euro;

�� L'IMMIGRATO IRREGOLARE potrà rimanere

fino a 180 giorni nei centri di identificazione

ed espulsione rispetto ai 60 giorni

previsti dall'attuale normativa;

�� PER LA RICHIESTA DI CITTADINANZA dovranno

essere pagati 200 euro e fra gli 80

e i 200 per il permesso di soggiorno;

�� CHI AFFITTA UN APPARTAMENTO a un immigrato

irregolare rischia una pena fino a

tre anni di carcere;

�� PER ACCEDERE AI SERVIZI PUBBLICI gli

stranieri dovranno esibire il permesso di

soggiorno altrimenti scatterà l'obbligo della

denuncia;

�� LO STRANIERO/A CHE SPOSA un cittadino/

a italiano/a dovrà restare in Italia per

almeno due anni prima di ottenere la cittadinanza.

A questo si aggiungono un paio di altre

misure assolutamente in linea con la concezione

della libertà propria di questo

governo:

�� ASSOCIAZIONI DI CITTADINI, iscritti in appositi

elenchi, potranno segnalare alle

forze dell'ordine situazioni di pericolo (cioè

il riconoscimento delle ronde);

�� I CLOCHARD dovranno essere iscritti in

un apposito registro presso il Ministero

dell'Interno.

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Mag/21/2009 

L'irresponsabile ottimismo



  

Abbiamo governanti irresponsabili e bugiardi.

Fino a ieri dicevano che la crisi non c'era, che

era tutta un'invenzione dell'opposizione. Poi,

di fronte all'evidenza dei fatti, hanno dovuto

ammetterne l'esistenza. Ma dicono che ce la

siamo già lasciata alle spalle, perché il Governo

ha fatto tutto ciò che doveva. Non c'è motivo

di non essere ottimisti, il problema sono

solo i media e la sinistra, predicatori di sventure

e fomentatori di sfiducia.

A smentirli ci sono però i numeri: quelli che

dicono della più grave recessione italiana

degli ultimi decenni, col Pil in caduta di quasi

sei punti; o dei salari italiani largamente al di

sotto della media europea e agli ultimi posti

fra i Paesi Ocse. Mentre tutti i Paesi sviluppati

mettono in atto poderosi interventi per fronteggiare

la crisi sociale e sostenere la ripresa

economica, l'Italia è all'ultimo posto, con un

piano inconsistente che mobilita appena lo

0,2% del Pil. Il bluff continua, in attesa degli

effetti salvifici del G8.

Quanto sia reale la crisi lo dicono invece le

condizioni di vita delle persone che faticano

ad arrivare a fine mese, lo dice un'emergenza

sociale ormai insostenibile. L'unica risposta

che arriva dal Governo è la filosofia del libro

bianco: non più welfare dei diritti universali,

bensì un paese diviso fra chi andrà avanti da

solo e chi sarà destinato all'esclusione e alla

carità.

Chi vive la crisi sulla propria pelle si aspetta

risposte concrete. Se non arrivano, lo scontro

sociale può diventare ingovernabile e trasformarsi

in guerra fra poveri. Lo dimostrano le

tensioni verificatesi al termine della manifestazione

dei metalmeccanici dell'auto a

Torino, prontamente strumentalizzate da chi

aveva interesse a mettere in difficoltà il sindacato

e oscurare la lotta dei lavoratori. Un brutto

segnale di ciò che può avvenire se si continua

a non affrontare i problemi.

È urgente che fra imprenditori e sindacati si

apra un serio confronto sulle scelte per uscire

dalla crisi. Di questo il Governo dovrebbe farsi

garante nell'interesse del paese, anziché

prenderlo in giro con gli appelli all'ottimismo.

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Apr/08/2009 

RAPINE


IN TELEVISIONE SI RIPORTA LA NOTIZIA DI UNA RAPINA, UNA DELLE TANTE CHE SI CONSUMANO IN ITALIA

(COME È SEMPRE SUCCESSO E MENO CHE NEGLI ALTRI PAESI).

«SECONDO QUANTO DICHIARATO DALLA VITTIMA - DICE LA GIORNALISTA - I DUE AGGRESSORI

DALL'ASPETTO GLI SONO SEMBRATI ROMENI». ALLA VITTIMA NON ABBIAMO CHE DA ESPRIMERE LA NOSTRA SOLIDARIETÀ PER QUELLO CHE HA SUBITO, PER LA VIOLENZA CHE L'HA FERITA.

MA COSA DIRE DI UNA GIORNALISTA CHE NON ESPRIME ALCUN DUBBIO SULFATTO CHE

SI POSSA RICONOSCERE UN RUMENO DALL'ASPETTO? È CHIARA LA SCIOCCHEZZA MA ORMAI NON PASSA PIÙ COME TALE.

A PROPOSITO È STATO TROVATO UN MOTIVO PER LA FALSA 'CONFESSIONE' DI ISZTOIKA LOYOS ALEXANDRU ACCUSATO DELLO STUPRO

ALLA CAFFARELLA? (È PAZZO? È MASOCHISTA? O È STATO UN PO' 'MASSAGGIATO'?).

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Mar/24/2009 

NON AVER PAURA, APRITI AGLI ALTRI, APRI AI DIRITTI


Manifesto per una campagna nazionale

contro il razzismo, l'indifferenza e la paura dell'Altro

Più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia. Si tratta in gran parte di lavoratrici e

lavoratori che contribuiscono al benessere di questo Paese e che lentamente e faticosamente, sono entrati a

far parte della nostra comunità.

Persone spesso vittime di pregiudizi e usate come capri espiatori specialmente quando aumentano l'insicurezza

economica e il disagio sociale.

Chi alimenta il razzismo e la xenofobia attraverso la diffusione di informazioni fuorvianti e campagne di criminalizzazione

fa prima di tutto un danno al Paese. L'aumento degli episodi di intolleranza e violenza razzista a

cui assistiamo sono sintomi preoccupanti di un corto circuito che rischia di degenerare e che ci allontana dai

riferimenti cardine della nostra civiltà.

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte

le libertà enunciate nella Costituzione italiana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, senza distinzione

alcuna di nazionalità, colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine, condizioni economiche

e sociali, nascita o altro.

Sono questi i principi fondamentali che accomunano ogni essere umano e costituiscono la base di ogni moderna

democrazia.

Una società che si chiude sempre di più in se stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze, è una

società meno libera, meno democratica e senza futuro.

Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole

e spesso straniero. Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive

accanto, chiunque esso sia.

CAMPAGNA NAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO, L’INDIFFERENZA E LA PAURA DELL’ALTRO

Segreteria: 06 41609503 - 06 97840086 - 06 48905101 - 3383376715 Fax 06 41609234

E-mail segreteria@nonaverpaura.org - Sito internet: www.nonaverpaura.org

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Mar/24/2009 

‘M’come mafia



Il termine mafia ha diverse possibili origini etimologiche;

tra le ipotesi più accreditate, deriverebbe dalla

congiunzione delle due parole arabe mu’afah, da cui

si ricaverebbe il significato di tutela, immunità; in questo

senso, è interpretato come «protezione contro le

soverchie dei potenti, esenzione da qualunque legge

sociale, riparo da qualunque danno, forza, robustezza

di corpo, serenità di animo, riconoscenza e gratitudine

verso chi fa dei benefici».

Il fenomeno mafioso è tradizionalmente legato alla

Sicilia come area geografica nella quale se ne sviluppò

la forma più nota.

Il termine è oggi diffuso a livello mondiale riferendosi

ad una particolare tipologia di organizzazioni criminali,

che hanno come finalità il controllo del territorio.

Si colloca quindi al di sopra della delinquenza comune.

La sua principale garanzia di esistenza non sta tanto

nei proventi delle attività illegali, quanto nelle alleanze

e collaborazioni con funzionari dello Stato, in particolare

politici, nonché nel supporto di certi strati

della popolazione.

Di conseguenza il termine viene spesso usato per

indicare un modo di fare o meglio di organizzare attività

illecite.


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